Miniguida - Cosa vedere in 3 giorni nelle Marche

Se vuoi trascorrere un week end nelle Marche questo è l'itinerario che ti suggeriamo, partendo dal B&B Timeout - strategico per la sua posizione e vicinanza alle principali località - per vivere l'esperienza di un soggiorno in una terra così ricca di storia e cultura. I seguenti percorsi sono solo suggeriti dalla struttura, non ci occupiamo dell'organizzazione e prenotazione dei tour nelle località.

  1. Giorno 1 - Osimo, Castelfidardo, Loreto, Recanati

    Osimo: Si parte da Osimo, a 11 km dal B&B Timeout. Il centro storico merita infatti un’attenta visita: varcate le sue maestose porte, scoprirai sontuosi palazzi nobiliari, resti romani, architetture rinascimentali, importanti chiese e affascinanti percorsi ipogei. Ora custodisce anche un’importante mostra delle opere più importanti dei luoghi colpiti dal sisma, visitabile al Palazzo Campana. La collina su cui sorge Osimo fu contesa nel tempo da diversi popoli: dai Piceni ai Greco-Siculi, dai Galli Senoni ai Romani. Sottomessa dai francesi di Napoleone nel Settecento, nell’Ottocento giocò un ruolo fondamentale nel preparare gli eventi che portarono alla battaglia della vicina Castelfidardo e alla conquista dell’Unità d’Italia. Dopo le due guerre mondiali, la città viene ricordata per il Trattato di Osimo, firmato in gran segreto il 1o novembre 1975 nella Sala delle Armi di Villa Leopardi Dittajuti a sancire i confini tra l’Italia e l’allora Jugoslavia.
    Cosa vedere: Basilica di S. Giuseppe da Copertino, protettore degli studenti, Basilica di Campo Cavallo, Palazzo Campana, il Lapidarium, il Museo, le Antiche Fonti, Villa Rustica del Montetorto
    Dove mangiare: Casale San Filippo, le Bucoliche, Tavernetta del Corso.
    Cosa comprare: Olio c/o azienda Montetorto, Birra c/0 Birra 1965, AZIENDA AGRARIA LA CAMPAGNA (miele e legumi).Castelfidardo: Dopo Osimo, a 8 km, ci si sposta a Castelfidardo. Città della fisarmonica, di cui ospita il Museo, nasce alla fine del 500. Prezioso centro storico sede di rievocazioni il 30 agosto di ogni anno.
    Cosa vedere: Palazzo Comunale, Chiesa della Collegiata di Santo Stefano, Piazzale don Minzoni, Museo della Fisarmonica e la Villa Ferretti con la Fondazione omonima che custodisce una importante Selva.
    Dove mangiare: Ristorante Dionea, Il Mattarello.
    Cosa comprare: Olio dell’azienda Agraria Galluzzi, Az.Fondazione Ferretti.

    Loreto: A circa 8 km da Castelfidardo, Loreto è una città-fortezza sviluppata attorno alla Basilica che ospita la Casa di Maria di Nazareth, qui trasportata secondo la tradizione dagli angeli alla fine del 1200. Luogo particolare per la spiritualità e la ricchezza di opere d’arte e, dalla sua collina, si scorge un panorama stupendo sulla Riviera del Conero e paesi circostanti facendo il giro delle Ronde sulla sommità della Basilica.
    Cosa vedere: Basilica, Museo, Palazzo Apostolico, camminamenti di Ronda, Il corso, Cantine del Bramante.
    Dove mangiare: Ristorante La vecchia Fattoria, Pizzeria Euthymia, Cantina del Moro.
    Cosa comprare: Vino, Olio, Pasta c/o Cantina Vinicola Garofoli.

    Recanati: città natale di Leopardi, a 8 km da Loreto, sorge sulla cima di un colle e da qui domina un vasto panorama dai Monti Sibillini al mare con la Riviera del Conero.
    Cosa vedere: Casa Leopardi, Piazza del Sabato del Villaggio, Museo Villa Coloredo Mels, Museo Beniamino Gigli, Colle dell’Infinito, Cattedrale di San Flaviano, Chiesa di San Domenico, Chiesa di Sant’Agostino.
    Dove mangiare: Osteria la Donzelletta, Ristorante Borgo Antico
    Cosa comprare: Olio, Vini c/o azienda “I tre Filari”, prodotti per la casa da Guzzini, giochi da Clementoni

  2. Giorno 2 - Offagna, Ancona, Portonovo e Parco del Conero

    Offagna: Si parte dal B&B Timeout per Offagna, a circa 8 km, borgo medievale pittoresco e tranquillo insignito della bandiera arancione (marchio di qualità turistico-ambientale conferito dal Touring Club Italiano ai piccoli comuni dell'entroterra italiano) come tra i borghi più belli d’Italia. Sede delle feste medievali nella terza settimana di luglio. Monumento più importante è la Rocca con il museo delle armi antiche.
    Cosa vedere: La Rocca, Il Museo Luigi Paolucci, il Borgo, il Museo della Liberazione di Ancona
    Dove mangiare: Ristorante Le Donzelle, Il Cresciolo, Il Casale il Gallo Bianco.
    Cosa comprare: Vino delle Cantine Malacari, prodotti bio c/o Azienda Sara Linda (aloe, miele)

    Ancona: a 16 km da Offagna, Ancona fu fondata nel 387 a.C. dai Dori, antica popolazione di naviganti. Il suo nome deriva dalla parola greca Ankon, "gomito", a causa della forma del suo promontorio.
    Cosa vedere: La Mole Vanvitelliana, l’Arco di Traiano, Piazza del Plebiscito, la Cattedrale di San Ciriaco, S. Maria della Piazza, la zona archeologica, La Fontana del Calamo, Piazza del Papa, il Palazzo del Senato, la spiaggia e il monumento del Passetto, il Porto , la Pinacoteca, il Museo tattile Omero, il Museo diocesano, il Museo Archeologico Nazionale, il Monte Cardeto fino al Colle Guasco. Ancona sotterranea.
    Dove mangiare: Osteria la Bottega del Pinocchio, Rist. Il Mandracchio, Stamura, la Tavola del Carmine.
    Cosa comprare: specialità locali da Bontà delle Marche, Pastificio Filotea, Vini c/o Az Agraria Angeli di Varano, Ceramiche decorate a mano c/o Ceramiche del Conero.

    Portonovo: a 12 km da Ancona, una delle mete più caratteristiche della costa adriatica. La sua baia viene definita Baia Verde per la peculiarità di essere completamente immersa nella natura del Parco del Conero e lontana dalle strade trafficate. Oasi di verde e azzurro.
    Casa vedere: la Chiesa romanica di S. Maria, la Torre , le spiagge di Mezzavalle e del Trave, della Vela, i laghetti.
    Dove mangiare: la Capannina, Giacchetti, il Molo, Emilia
    Cosa comprare: Mosciolo selvatico di Portonovo.

    Monte Conero e il Parco: a 6 km da Portonovo, si erge il Monte Conero, alto 572mt a picco sul mare Adriatico e costituisce, con il Gargano, il promontorio più importante dell’Adriatico. Osservato dal mare ha un aspetto maestoso, con sentieri alpestri, strapiombi e vasti panorami mozzafiato. Adatto al trekking, nordic walking, mountain-bike e down-hill, oltre che arrampicate e parapendio. Il Parco Regionale del Conero si estende per 60 km con numerosi sentieri.
    Cosa vedere: Chiesa di S. Pietro, scorci durante le passeggiate.
    Cosa comprare: vini della Cantina Strologo a Camerano.

  3. Giorno 3 - Jesi, la Vallesina, Genga e le Grotte di Frasassi, Fabriano

    Jesi: a 20 km dal B&B Timeout, “Città esemplare”, così definita dall'Unesco, Jesi ha avuto la capacità di preservare il suo patrimonio secolare architettonico, artistico e culturale altamente suggestivo, nei secoli. L’antica Esis, già colonia romana nel 247 a.C., si narra sia stata fondata da Esio, re dei Pelagi.
    La riserva naturale WWF “Ripa Bianca” è a due passi dalla città e permette agli appassionati di immergersi nei percorsi naturalistici meditativi o educativi adatti a tutta la famiglia. L’anima di una città si scopre anche attraverso i suoi sapori. Jesi si lascia gustare in un percorso enogastronomico che esplora le produzioni locali e i piatti tipici.
    Cosa vedere: Piazza e monumento a G.B. Pergolesi, Chiesa di Giovan Battista, Pinacoteca Civica, Biblioteca Planetaria, Teatro Pergolesi, Torrione del Montirozzo, il Duomo, Palazzo Baldeschi, Palazzo Honorati, Complesso S. Floriano, Museo Diocesano, Palazzo della Signoria, Palazzo Colocci, Palazzo Pianetti vecchio, Palazzo del Comune, palazzo Ricci, Torrione di Mezzogiorno, Chiesa di S. Pietro Apostolo.

    la Vallesina: i Castelli della Vallesina si impongono per il profilo turrito delle loro mura all'interno delle quali si squaderna un inverosimile repertorio d'arte.
    Ogni chiesa, ogni palazzo conserva le vestigia di un passato nobile, in cui la bellezza dei luoghi si accompagna alla dolcezza del vivere. La turbolenza degli eserciti antichi provoca l'incastellamento dei borghi che conservano tutti l'originario impianto delle mura urbiche con le porte, i bastioni e i torrioni a difesa di paesi in cui è ancora perfettamente leggibile la struttura medievale delle vie e delle case.
    Su questo impianto il succedersi dei secoli e le modifiche nel gusto hanno agito con discrezione attraverso la razionalizzazione degli spazi architettonici delle piazze rinascimentali, delle chiese barocche, dei teatri settecenteschi e dei palazzi nobiliari.
    Cosa vedere: a scelta tra Serra de’ Conti, Montecarotto, Castelbellino, Maiolati Spontini, Monteroberto, Cupramontana, S. Paolo di Jesi, Staffolo, Castelplanio, Rosora, Mergo, Serra San Quirico, Belvedere Ostrense, San Marcello, Morro d’Alba, S. Maria Nuova
    Cosa comprare: Il Verdicchio dei Castelli di Jesi, vino bianco dal color giallo paglierino con profumo delicato; La Lacrima di Morro d’Alba, vino rosso rubino intenso, dall’odore fruttato che ricorda i frutti rossi; il vino di Visciola, bevanda alcolica, dolce e aromatizzata, ottenuta da ciliegie selvatiche fatte fermentare nel vino rosso; la lonza di fico, una leccornia di fichi essiccati, noci, mandorle e sapa, una parente prossima del vino cotto; i cavallucci, biscotti con un “ripieno” a base di frutta secca, sapa, rum o marsala, cacao amaro e pane grattugiato; i dolci e biscotti a base di mosto; la pizza al formaggio, la cui forma  ricorda quella di un panettone.

    Genga e le Grotte di Frasassi: Le Grotte di Frasassi sono delle grotte carsiche sotterranee che si trovano all’interno del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi nel comune di Genga, in provincia di Ancona. La scoperta delle Grotte di Frasassi risale al 25 settembre 1971 ad opera del gruppo speleologico del CAI di Ancona. All’interno delle cavità carsiche si possono ammirare delle sculture naturali formatesi ad opera di stratificazioni calcaree nel corso di 190 milioni di anni grazie all’opera dell’acqua e della roccia.
    Cosa vedere: Poco lontano dalle grotte, sorge l'abbazia romanica di San Vittore delle Chiuse, risalente all'XI sec, una delle più importanti testimonianze dell'architettura romanica nelle Marche. Il Museo speleo paleontologico e archeologico di Genga è  allestito nel cenobio dell'Abbazia di San Vittore (XI secolo) e  conserva il famoso ittiosauro di Genga, un rettile marino lungo circa 3 metri, dall'aspetto simile a un delfino, vissuto nel Giurassico superiore, circa 150 milioni di anni fa.
    Dove mangiare: Ristorante le Grotte

    Fabriano: La storia di Fabriano si perde nel tempo, infatti le testimonianze archeologiche dimostrano che quest’area è stata una delle prime ad essere abitata sin dalla preistoria. Fabriano è stato, nel corso del tempo, un luogo che ha visto fiorire, accanto alle attività agricole, le prime botteghe artigianali, come ad esempio le fabbrerie, i cui manufatti venivano esportati fuori città; la lavorazione della lana, della pelle, dei calzolai e della carta.
    Cosa vedere: Museo della Carta (laboratori per ragazzi), Museo del pianoforte storico e del suono, centro storico e borghi vicini.
    Cosa comprare: ciauscolo, salame di Fabriano, la crescia sfogliata, il Verdicchio di Matelica, il miele, il torrone di Camerino, la vernaccia rossa di Pergo

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi